Terremoto in Emilia e nel Mantovano

A Suzzara, San Giovanni del Dosso e Moglia sono stati allestiti 3 centri di coordinamento comunali. Tutti i servizi del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Mantova sono stati attivati per il soccorso ai feriti. In risposta alle richieste della Regione Emilia-Romagna, la Lombardia, attraverso l'Areu (l'Azienda regionale emergenza urgenza) ha allestito un Posto Medico Avanzato (Pma) a Carpi, con una equipe di 3 medici, 3 infermieri e 10 tecnici. L'elicottero di Milano e' stato inviato all'Ospedale Maggiore di Bologna mentre l'elicottero di Brescia e' stato dislocato presso l'ospedale di Mantova.

Ingenti i danni a monumenti e chiese. E' crollata anche qualche casa e anche il settore agricolo risulta di nuovo fortemente colpito. ''La nostra colonna mobile - ha spiegato l'assessore regionale alla sicurezza, Romano La Russa - e' già partita per Moglia (Mn) dove sarà allestita una tendopoli da 250 posti con cucina da campo annessa. Un'altra delle stesse dimensione sarà pronta a breve anche a San Giacomo delle Segnate. Entro sera riusciremo a garantire altri 600 posti letto al coperto nei comuni limitrofi''.

Sono stati attivati 3 Centri Operativi Comunali (COC) a Moglia, San Giovanni del Dosso e Suzzara. La Provincia di Mantova coordina il censimento delle necessità per le evacuazioni e le richieste di posti letto. La Prefettura e Sala Operativa della Regione Lombardia sono in contatto diretto per tutte le necessità. Un'Unita' di Crisi dei Vigili del Fuoco si e' insediata a Moglia. Carabinieri e Guardia di Finanza sono attivi per l'anti-sciacallaggio

Qual è la definizione di Magnitudo?

Magnitudo[ma-gni-tù-do] s.f. inv.• geol.  
Grandezza introdotta in sismologia per classificare la potenza distruttrice di un terremoto  

 

La magnitudo  è un parametro utilizzato per esprimere la grandezza dei terremoti secondo una scala relativa. Esistono diverse scale di magnitudo la maggior parte delle quali basate sul logaritmo dell'ampiezza di un determinato tipo di onda sismica. Tuttavia per piccoli eventi sismici locali, come sono generalmente quelli che si registrano nelle aree vulcaniche, si usa spesso la Magnitudo durata (Md) basata sul logaritmo della durata dell'evento sismico. Nel calcolo della magnitudo si applicano dei fattori di correzione per la distanza tra il sismometro e all'area sorgente del terremoto e per fattori locali dell'area in cui si trova la stazione sismica.

Formula per il calcolo della Magnitudo durata:

Md=A*Log(t)+B*d+C 
t = durata dell'evento 
d= distanza ipocentro-stazione 
A,B,C = parametri di correzione

 

TERREMOTO/ Meglio la protezione civile "illuminata" o "liberale"?


 Una chiesa crollata (Foto: Infophoto) Approfondisci TERREMOTO EMILIA/ Solinas (Unimore): ora un’economia rischia di scomparire TERREMOTO EMILIA/ Il volontario: ho visto lavorare insieme gente che prima non si salutava, voi come lo chiamate? vai allo speciale Terremoto in Emilia Romagna Si apprende che nelle zone terremotate dell’Emilia si moltiplica il numero di coloro che rifiutano di venire concentrati nelle tendopoli preferendo invece pernottare in tende montate nei pressi della casa pericolante o più spesso abitabile ma nella quale non si sentono ancora di fare stabilmente ritorno. Questa è un’ottima notizia: significa infatti che questa gente non desidera essere “gestita”, ma vuole restare padrona in casa propria e protagonista della ricostruzione della propria terra. L’episodio mi ha fatto tornare alla memoria una vicenda cui anch’io tra molti diedi un contributo nel Friuli colpito dai terremoti del 1976, dove soccorritori che avevano alle spalle esperienze di sinistra del ’68 puntavano ovunque possibile a trasferire i terremotati in tendopoli, mentre quelli che la pensavano come me sostenevano che ovunque possibile li si dovevano aiutare a restare nei pressi delle loro case, agibili o inagibili che fossero. Mentre infatti il trasferimento in tendopoli ne faceva tendenzialmente delle persone spaesate e dipendenti da chi le organizzava, il loro restare nei pressi della casa dove sino ad allora avevano vissuto non provocava lacerazioni del tessuto sociale e quindi anche mitigava le lacerazioni comunque subite dal tessuto economico. Perciò lanciammo una campagna di prestito gratuito di roulottes da famiglia a famiglia. Con la nostra assistenza e garanzia centinaia di famiglie di altre regioni d’Italia prestarono le loro roulottes a famiglie friulane terremotate alle quali inoltre vennero forniti box-magazzini prefabbricati metallici chiudibili a chiave ove riporre beni di valore via via ricuperati dalla casa inabitabile o comunque inabitata. Non so dire se oggi le roulottes disponibili siano in Italia numerose come erano allora, o se piuttosto oggi siano più numerosi i camper.

Adesso magari la soluzione tecnica potrebbe essere diversa, ma il criterio ispiratore dell’operazione è sempre valido. La scelta per una priorità o per l’altra non è secondaria poiché è in effetti il riflesso di due opposte “filosofie” in tema di protezione civile, una di matrice “illuminata” autoritaria e l’altra ispirata al principio di libertà e quindi di sussidiarietà. Secondo la prima la popolazione colpita da una catastrofe naturale è perciò stesso regredita in massa alla condizione di infante. E infatti non a caso ci si precipita innanzitutto a nutrirla, il che spesso è non solo inutile ma dannoso dal momento che provoca il collasso anche dei negozi di generi alimentari e dei bar sopravvissuti alla catastrofe, che invece sarebbero così importanti come primi luoghi di riaggregazione sociale. Poi ci si mette a cercare di allontanarla da dove abitava perché in sostanza… disturba l’opera illuminata dei soccorritori e di coloro che, venuti da fuori per “mettere in sicurezza” gli edifici, preferirebbero farlo come meglio credono senza doversi consultare con gli abitanti.

 

Secondo invece la seconda di queste “filosofie” il titolare del diritto di riabitare e ricostruire è il terremotato stesso; e ogni cosa si deve fare con lui e secondo lui, e non per lui ed eventualmente suo malgrado.  Non c’è spazio per dettagliare,  ma chiunque non fatica a immaginare che dall’uno o dall’altro di questi criteri di fondo derivano a cascata due modi del tutto diversi di fare protezione civile.

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Commenti più recenti

03.05 | 17:28

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA !
Dante Inferno xxvi Canto.

...
01.11 | 21:37

Ciao,mi chiamo Sabbadini Maurizio,sono un cuoco professionista,in pensione da luglio 2016,vi do' la mia disponibilita' per qualsiasi evento oppure periodo.

...
04.11 | 16:49

Speriamo ............

...
11.07 | 10:48

Sono un volontrio della Naviglio
Grazie per per il commento

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